Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

***

***
Benvenuti a bordo della 500 Arcobaleno, sulla quale potrete fare un giro nel mio blogghino, spulciando tra pensieri, artigianato e passioni di Uapa =^.^=

Welcome aboard the Rainbow 500, in which you can visit my little blog, going through Uapa's thoughts, handicraft and passions
=^.^=

Pagine

martedì 7 aprile 2015

Tanti avvenimenti

Da dove cominciare?
1) Ho lasciato il lavoro da centralinista a Giugno!
Nonostante il trasloco da un ufficio a un altro mi abbia regalato tre nuovi colleghi meravigliosi e una reception decisamente gestibile con più indipendenza, i rapporti con la mia ditta e con l'altra mia collega erano diventati insostenibili.
Lavorare solo di pomeriggio, perché lei aveva scelto il turno migliore, mandando a farsi friggere anni di eque rotazioni...
Vedersi prima abbassare lo stipendio, perché c'è la crisi e poi vederselo abbassare ancora per lavorare solo 4 ore, perché alla collega serve un'ora in più...
Sentirsi dare ordini o giudizi da una che è solo una tua pari, ma siccome è la moglie dell'ex capo ha dei benefici tutti particolari, tipo dare per scontato che quando c'è sciopero dei mezzi lei starà a casa e tu la coprirai tutto il giorno... Insomma, non ce la facevo più.
E quando ho chiesto un'aspettativa non retribuita, per rifiatare (dati anche problemi, di salute, aggiuntivi in famiglia e l'insistente richiesta del mio ragazzo di raggiungerlo in Inghilterra), me la sono vista rifiutare, in favore di una simpatica mobilità.
Azienda in crisi che si offre di pagare una mobilità, anziché lasciarti in aspettativa non retribuita??? 
Sì, se cerca di sbolognarti per lasciare più ore alla super raccomandata! Cui ha detto male, grazie alla compagnia presso cui lavoravo, che si è rifiutata di dargliela vinta, mettendola in condizione di andarsene, anche lei, e caspita, era ora!!!

2) Uapa-Muratrice.
Tanti lavori di ristrutturazione nella casa di campagna (e di pulizia, nella casetta al paese, semi-distrutta da simpatica cugina): demolizione canna fumaria interna, ricostruzione canna fumaria all'esterno, costruzione marciapiedi-barbecue-doccia-tetto, istallazione termocamino-termosifoni-termoquelchevivieneinmente. Una faticaccia, insomma, ma andava fatto, e ho approfittato della mia liquidazione per dare una mano a mamma e papà, sommersi, come tanti Italiani, da bollette, tasse e buffi vari, che manco i poverelli di Nottingham ai tempi di Robin Hood!

3) Uapa-Infermiera.
Estate piena, in campagna: 'Cina, la micia semi-randagia che vive lì, è diventata mamma di cinque splendidi gattini. Dopo averli partoriti in un campo vicino, una volta in grado di farli camminare, li ha portati nel nostro campo, potete immaginare la gioia *.*
Che si è trasformata presto in preoccupazione: 'Cina, ammalatasi di una brutta gastroenterite emorragica, ridotta letteralmente pelle e ossa, e vittima oltretutto di un grosso ascesso sul collo, si è vista costretta ad abbandonare i suoi micini, appena svezzati.
Ricoverata d'urgenza a Tuscania (dalla meravigliosa dottoressa Cippotani), curato l'ascesso e curata la malattia, abbiamo approfittato per sterilizzarla.

Finito qui? No, perché la stessa gastroenterite ha colpito anche i gattini, con conseguenze disastrose: troppo piccoli per far fronte ad una malattia così aggressiva da soli, si sporcavano in continuazione e non ce la facevano a pulirsi, attirando l'indesiderata attenzione delle mosche, che senza fare troppi complimenti hanno invaso il giardino e i micini, usandoli per depositare su di loro le proprie uova!
In tutto ciò, Sino, uno dei gattini, è finito sotto uno dei piedi di papà, che stava lavorando e non lo ha visto, rompendosi il bacino!
Nuova corsa dal veterinario, ricovero di 'Sino (questo il nome del piccino), che però è volato al Ponte dell'Arcobaleno, indebolito dalla malattia :'(
Abbattuti, ma non sconfitti, abbiamo iniziato la nostra battaglia contro questa terribile malattia, che nei gattini è mortale in un buon 90% dei casi.
Quasi un mese di viaggi dal veterinario per le iniezioni di antibiotico, rimozione delle pericolose uova di mosca, costruzione di conigliera-zanzariera per tenerli al riparo, carta moschicida ovunque, lavaggio-asciugatura-impomatatura quotidiana dei micini per evitare la formazione di piaghe (erano proprio arrossati, poverini!)... Disinfezione quotidiana della cuccetta, delle copertine, della lettiera e dei giocattolini con varecchina (usare a lungo la varecchina senza guanti può causare ustioni #sapevatelo)... Acquisto e preparazione di cibi altamente specializzati, da dare ad ogni micino singolarmente, tre volte al giorno, per far sì che mangiassero tutti allo stesso modo e monitorarli per bene, preparazione della borsa dell'acqua calda per la notte...

Finito qui? No, of course, perché i gattini, incontenibili come tutti i cuccioli, avevano anche bisogno di uscire dalla loro gabbia, ogni tanto, e durante una di queste uscite ci siamo giocati Stella, che è rimasta chiusa nell'inferriata della porta di casa, tentando di sgattaiolare dentro mentre mamma usciva di casa. Ferita aperta, paure tatuate indelebilmente nella mia testa. Altra corsa dalla veterinaria, che si è presa cura di lei in modo straordinario :'*
Nel frattempo avevo iniziato a tempestare il mondo (reale e virtuale) con volantini e annunci per far adottare i restanti  micini, perché la loro guarigione era vicina, ma anche la mia partenza per l'Inghilterra, e non potevo certo abbandonarli in campagna, senza una mamma e lontano dal centro abitato!

Finito qui? Ma certo che no!
Durante un'altra "libera uscita", è stata la volta di Fiocco: saltando sul tetto della gabbia ha fatto leva su un mattone (dispositivi di fortuna utilizzato per tenere chiusa la gabbia), che gli è caduto addosso. 
Ennesima corsa dal veterinario, incredulità di entrambe, dubbio, visita a Viterbo da collega specializzato, verdetto: femore rotto. E tutto ciò all'indomani della sua adozione, che ovviamente è saltata. Ricovero, operazione, grazie a Dio senza nessun altro problema, ritorno a casa, MA separato dalle due sorelline per un giusto riposo di recupero. Dalla gabbia allo scatolone nel magazzino.
Tante chiamate per le adozioni, tante illusioni. Perfino un viaggio a Roma per portare "in visione" due micine, che hanno assaporato per un pomeriggio l'illusione di una casa, per un successivo nulla di fatto ed un ritorno nella loro gabbia.

Quanti pianti. Quei micini stavano crescendo in galera e non potevo offrirgli nulla di meglio. Eppure sono sempre stati dolcissimi, vivaci e grati per quel po' che potevo dargli, ma per me non era abbastanza. E soprattutto dopo tutto quello che avevano passato. 
Al diavolo i soldi, al diavolo perfino la mia partenza e la mia storia con il mio ragazzo, non sarei partita finché almeno due gattini non avessero trovato una casa vera, con persone responsabili che li avrebbero amati seriamente, "chiunque" non andava bene. Il terzo gattino rimasto sarebbe partito con me, dopo antirabica e passaporto!

Finito qui? Ma no!
La vita in spazi ristretti, nonostante tutta la pulizia, e tutto il loro spirito di adattamento, li ha portati ad avere una tignetta, sicché altro giro dal veterinario, altre medicine, in pillole, da dividere e somministrare.

Nel frattempo l'estate aveva lasciato il posto all'autunno, ai temporali, alle tempeste di fulmini che manco intorno al castello dei mostri di un film dell'horror e al vento impostato su modalità uragano.
'Cina era tornata a casa da un pezzo, ormai forte e in salute e bella come sempre, pronta a sbucare da uno dei suoi nascondigli sicuri per la dose quotidiana di croccantini e coccole, mentre i gattini continuavano a stare nella loro gabbia, le une e nel suo cartone, l'altro.
Finché all'ultimo temporale non ce l'ho fatta più, stavano rischiando pure il raffreddore! Così ho allestito due scatoloni in casa e ho trasferito tutti i gattini al'interno!
Se questo ha fatto bene a loro, ahimé è stato uno stress per Birba, che ha subìto una gastrite da stress, con tanto di vomito continuo e non vi dico la paura... Così anche lei ha conosciuto la dottoressa, è stata punzecchiata di antibiotici (devo dire che è stata anche meno feroce del solito), è stata a dieta forzata di omogeneizzati (imboccati più volte al giorno) e Remover per espellere le pale di pelo dallo stomaco, senza mangiare erba gatta, che l'avrebbe irritata di più.

Incubi, nottate in bianco, depressione, esaurimento nervoso, duro lavoro a tempo pieno, sempre al massimo della concentrazione per mantenere la pulizia e non sbagliare i dosaggi di cibo e medicine, recitazione per non trasmettere l'ansia ai miei, a Birba e ai micini...

Poi, finalmente, due richieste, grazie all'aiuto, ancora una volta, della dottoressa e di Teresa, la signora che gestisce il piccolo canile di Tuscania!
Un'amica di Teresa e una coppia di Tarquinia volevano adottare i micini!!!
L'amica di Teresa, fidatissima, cercava un compagno di giochi per il suo miciotto nero e si era proposta di adottare Fiocco, appena gli fossero stati rimossi i chiodini dalla zampetta! Così, appena effettuata questa piccola operazione, Fiocco ha potuto salutare le sue sorelline e quindi ha potuto lasciare il suo scatolone per una vera casa: appena arrivato ho avuto la conferma che ha subito iniziato a giocare con il suo nuovo amico :-D
Poche ore dopo anche Ciuffi e Panda hanno lasciato il loro scatolone, per andare ad iniziare la loro nuova vita con una famiglia dolcissima, che ho conosciuto personalmente e che le ha adottate tramite il canile, affidandosi a dei protocolli che sono una garanzia di affidabilità. Siamo rimasti anche in contatto e sono potuta perfino andare a trovarle: nel giro di pochi giorni erano già cresciute e finalmente le loro zampette avevano guadagnato tono muscolare ed erano ben distese, altro che stare sacrificati in una scatola!

Teresa continua a mandarmi aggiornamenti su di loro e adesso so che sono amati davvero e sono davvero commossa :')

4) La partenza
Appena adottati i gattini e appena guarita Birba, sistemata qualche cosa qui e là, ho affidato tutto ai miei genitori e sono partita per l'Inghilterra (praticamente è stata una partenza lampo!), da cui vi scrivo!
Qui ho iniziato la convivenza col mio ragazzo (alti e bassi come da norma), vedo le differenze (in bene e in male) con l'Italia, mi sono data da fare per cercare un lavoro (ma questa è un'altra storia)... Mi manca lavorare il Fimo (riprenderò appena possibile) e mi manca tanto, tanto, ma TANTO l'Italia, che è piena di magagne e di problemi, ma è pur sempre casa mia e le voglio tanto bene :-)

Beh, se avete avuto la pazienza di arrivare a leggere fin qui, sapete come mai non ho avuto davvero la forza di continuare ad aggiornare ò_O

Grazie, un abbraccio forte a tutti voi :-*